di Cristina Squillaci

La Slc di Catania al corteo nazionale di Roma per far sentire la propria voce e dire no alla crisi del settore delle Telecomunicazioni.

“Tutti insieme per difendere oltre 20 mila posti di lavoro, per dire no alle multinazionali che da qualche mese annunciano esuberi, cessioni di asset e rami d’azienda”, perché, come evidenzia il Coordinatore Regionale della Slc Sicilia: “sappiamo bene che non si può esigere un taglio di teste a fronte dell’ incalzante ma doverosa transizione tecnologica che apporterà innovazione e sviluppo oltre che nuove forme di occupazione. Si dunque alla riqualificazione professionale ma che questa preannunciata ecatombe di settore non si realizzi sulla nostra Nazione”.

A Roma oggi hanno aderito allo sciopero sia gli addetti telco che quelli dei contact center. Come Patanè sottolinea:

“È stato uno sciopero sentito e partecipato da ogni città d’Italia. Tantissimi hanno rinunciato alle proprie ferie, pianificate da tempo, per comunicare alla propria azienda la volontà di aderire con un sacrificio economico personale. Di presenza o a distanza hanno dimostrato la vicinanza alla Slc, che sentitamente ringrazia. È arrivato il momento che il governo si prenda le opportune responsabilità garantendo stabilità agli oltre tutelando oltre 120.000 addetti che operano nel settore. Ed è arrivato il momento che tutte le parti sociali si attivino perché si possano raggiungere gli obiettivi fissati dal Pnrr per il potenziamento della banda e delle reti 5G. Perché, ricordiamolo, se l’Italia perdesse i fondi che le sono stati destinati, se perdessimo questa grande opportunità, sarà il declino di tutto il paese”.